Attacco al cuore dello stato

Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sta dando un segnale concreto del nuovo clima decisionista e produttivista con il suo programma di interventi per la riforma della pubblica amministrazione. Il piano Brunetta prevede infatti un risparmio di ben 40 miliardi nel quinquennio, otto l’anno, mediante il blocco quasi totale del turnover, la compressione delle assunzioni di precari, già decisa dal precedente governo, l’eliminazione di enti non necessari, la trasformazione di enti pubblici in società per azioni.
30 MAG 08
Ultimo aggiornamento: 19:35 | 13 AGO 20
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Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sta dando un segnale concreto del nuovo clima decisionista e produttivista con il suo programma di interventi per la riforma della pubblica amministrazione. Il piano Brunetta prevede infatti un risparmio di ben 40 miliardi nel quinquennio, otto l’anno, mediante il blocco quasi totale del turnover, la compressione delle assunzioni di precari, già decisa dal precedente governo, l’eliminazione di enti non necessari, la trasformazione di enti pubblici in società per azioni, con il conseguente snellimento dell’organico, mediante la sostituzione di personale a orario unico con personale che fa orari ordinari e straordinari veri, e la vendita di immobili che non servono più, soprattutto dopo la cura dimagrante. Ma non si tratta soltanto di spender meno, si tratta anche di migliorare i servizi che la macchina pubblica dà. Brunetta sta agendo con abilità ed efficacia nella campagna contro i“fannulloni”. Così l’allontanamento dal servizio sanitario dei medici che rilasciano certificati compiacenti al personale pubblico, per giustificarne l’assenteismo, appare un deterrente di notevole efficacia. E’ anche utile, al riguardo, la pubblicazione della lista degli assenteisti e appartiene alla strategia vincente pure la “penalizzazione dei fannulloni” che peraltro comporta di adottare metodi informatici per misurare il lavoro svolto. Occorre una cura analoga negli enti locali e nelle regioni, i cui addetti assommano a 1,5 milioni contro i 2 milioni di statali e parastatali. Inoltre esiste una gigantesca struttura di aziende degli enti locali, in cui si annidano sprechi e clientele.
Qui il testimone passa al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Se il decreto di giugno, che Tremonti ha annunciato come anticipo della Finanziaria, conterrà questo piano Brunetta e le privatizzazioni e liberalizzazioni degli enti e società pubbliche municipali, ci saranno le basi per pareggiare il bilancio, pur attenuando il peso delle imposte e migliorando i servizi. Obbiettivi che non sono fra loro in contrasto, se nel settore pubblico si fa come nelle imprese.